Draghi richiama governo e Bce «Serve crescita e tassi bassi»
07.12.2010 22:17
Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi torna a spronare alla crescita, elemento fondamentale quanto il rigore dei conti per la stabilita' finanziaria e necessaria ''per pagare i debiti'. Ribadisce come le banche italiane siano solide ed eventuali rischi potrebbero arrivare, nel caso, proprio dalla debolezza dell'economia italiana. Mentre la crisi dei debiti sovrani resta profonda in Europa, con un allargamento degli spread, giudicato inevitabile ma ''eccessivo'', Draghi difende ''il grande successo'' della moneta unica, non commenta l'ipotesi di Eurobond e invita ad andare ''avanti sul consolidamento dei conti pubblici''.
L'occasione per il governatore arriva dalla presentazione il nuovo rapporto sulla Stabilita' Finanziaria, un compendio pratico e maneggevole delle maggiori pubblicazioni e ricerche della banca centrale ad uso degli operatori e delle autorita' europee e specie del nuovo organismo Esrb che partira' a gennaio. Affiancato da ''quasi tutto il direttorio al completo'', Draghi mette di nuovo il punto sulla buona salute e solidita' del sistema finanziario e bancario italiano che dalla crisi del debito sovrano riceve ''effetti limitati''. Questo grazie alla bassa esposizione verso i paesi piu' a rischio (meno dell'1% degli attivi totali in Grecia, Portogallo e Irlanda e quasi il 2% se si somma la Spagna) e diversi altri fattori fra cui la ''qualita' dei bilanci'' e l'attivita' di credito tradizionale. Proprio questa pero' rappresenta, in caso di perdurare di debole crescita dell'Italia, un fattore di rischio.
Certo ''la crescita delle sofferenze si e' fermata'' dopo un aumento di 24 mesi ininterrotto ma gli istituti italiani potrebbero subire ulteriori contraccolpi dall'economia reale, questa si' toccata dalla situazione attuale. La crisi, rimarca il governatore ha fatto emergere ''il legame inscindibile che unisce la stabilita' finanziaria alla crescita economica''. Per questo alla fine di preservare la stabilita' ''la priorita' oggi e' adottare politiche che aumentino il potenziale di crescita dell'economia italiana'' visto che il calo del Pil fa aumentare i deficit anche in assenza di politiche di spesa come nel caso italiano. le banche, ''alcune piu' di altre'' dovranno cosi' rafforzare il capitale per fare fronte alle perdite, per sostenere le imprese e per adeguarsi a Basilea3.
Un elemento di preoccupazione per l'altro 'pilastro' italiano, le famiglie e' quello di ''una rapida crescita dei mutui a tasso variabile'', specie quelle a meno abbienti che prima della crisi si sono indebitate. Il governatore infine difende l'operato della Bce, volto a evitare al sistema ''danni permanenti'' dal colossale ''e inevitabile'' movimento di riprezzamento dei titoli di Stato di paesi con politiche di bilancio divergenti ma che la speculazione sta ora spingendo verso spread ''eccessivi che non riflettono i fondamentali''. Nonostante le turbolenze tuttava la domanda dei bond e anche di quelli italiani, registra ''una buona tenuta complessiva''.
L'occasione per il governatore arriva dalla presentazione il nuovo rapporto sulla Stabilita' Finanziaria, un compendio pratico e maneggevole delle maggiori pubblicazioni e ricerche della banca centrale ad uso degli operatori e delle autorita' europee e specie del nuovo organismo Esrb che partira' a gennaio. Affiancato da ''quasi tutto il direttorio al completo'', Draghi mette di nuovo il punto sulla buona salute e solidita' del sistema finanziario e bancario italiano che dalla crisi del debito sovrano riceve ''effetti limitati''. Questo grazie alla bassa esposizione verso i paesi piu' a rischio (meno dell'1% degli attivi totali in Grecia, Portogallo e Irlanda e quasi il 2% se si somma la Spagna) e diversi altri fattori fra cui la ''qualita' dei bilanci'' e l'attivita' di credito tradizionale. Proprio questa pero' rappresenta, in caso di perdurare di debole crescita dell'Italia, un fattore di rischio.
Certo ''la crescita delle sofferenze si e' fermata'' dopo un aumento di 24 mesi ininterrotto ma gli istituti italiani potrebbero subire ulteriori contraccolpi dall'economia reale, questa si' toccata dalla situazione attuale. La crisi, rimarca il governatore ha fatto emergere ''il legame inscindibile che unisce la stabilita' finanziaria alla crescita economica''. Per questo alla fine di preservare la stabilita' ''la priorita' oggi e' adottare politiche che aumentino il potenziale di crescita dell'economia italiana'' visto che il calo del Pil fa aumentare i deficit anche in assenza di politiche di spesa come nel caso italiano. le banche, ''alcune piu' di altre'' dovranno cosi' rafforzare il capitale per fare fronte alle perdite, per sostenere le imprese e per adeguarsi a Basilea3.
Un elemento di preoccupazione per l'altro 'pilastro' italiano, le famiglie e' quello di ''una rapida crescita dei mutui a tasso variabile'', specie quelle a meno abbienti che prima della crisi si sono indebitate. Il governatore infine difende l'operato della Bce, volto a evitare al sistema ''danni permanenti'' dal colossale ''e inevitabile'' movimento di riprezzamento dei titoli di Stato di paesi con politiche di bilancio divergenti ma che la speculazione sta ora spingendo verso spread ''eccessivi che non riflettono i fondamentali''. Nonostante le turbolenze tuttava la domanda dei bond e anche di quelli italiani, registra ''una buona tenuta complessiva''.
7 dicembre 2010
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ISCRIVERSI ALLA FISAC CGIL
20.02.2011 13:31
F federazione
I italiana
S indacale
A...
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La Busta Paga
07.12.2010 22:10
La Busta paga o Foglio Retribuzione è il dettaglio degli emolumenti che vengono corrisposti dall’impresa al personale dipendente. Può trattarsi dell’erogazione dello stipendio o anche del pagamento della Tredicesima mensilità, del Premio di Produttività o dell’Incentivo aziendale:...
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Camusso: patrimoniale e riforma fiscale per una nuova stagione
18.12.2010 19:38
I provvedimenti del governo” ha dichiarato il Segretario Generale CGIL in un'intervista a 'L'Unità', “hanno peggiorato la situazione, mentre alcuni Paesi europei crescono l’Italia rimane ferma. Servono riforme, ma non certo quelle che ha in mente Confindustria”
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Nelle banche, già a partire dal 2 settembre 1943, in pochi mesi ben diciassette Commissioni Interne sono ricostituite. Da subito si caratterizzano per le rivendicazioni economiche e per le significative lotte finalizzate a conquistare il diritto al lavoro.
di credito.
Anche in Banca d’Italia, pochi giorni dopo la Liberazione, il 13 giugno, si costituisce un Comitato Interno Provvisorio fondato dai rappresentanti del personale appartenenti al Quadripartito Politico, emanazione diretta del CLN. Il Comitato Interno Provvisorio si pone l’obiettivo, in via prioritaria, di ripristinare taluni organismi democratici aziendali, ma soprattutto di riammettere in servizio i lavoratori ebrei e i dipendenti licenziati a seguito dell’accusa di sovversivismo. 
nubilato per cui, in caso di matrimonio, l’azienda può procedere al licenziamento della lavoratrice. Sposarsi è considerato un reato. Tale norma sarà abolita solo nel 1963.
dell’avventiziato, le assunzioni per concorso pubblico.
Nel dicembre del 1969 comincia una stagione di drammatici attentati (passata alla storia come strategia della tensione) proprio con l'esplosione di un ordigno nella Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano.
rivendicare aumenti uguali per tutti e rivendicazioni sociali come principio di unità di classe.
Nel 1977 viene approvata la legge 903 che rappresenta la più importante svolta culturale nei confronti delle donne. Con questa legge si passa dal concetto di tutela per la donna lavoratrice al principio del diritto di parità nel campo del lavoro e si introducono i primi elementi di condivisione della cura dei figli. Sono battaglie che permettono di realizzare un’esperienza collettiva che in pochi anni ha trasformato le coscienze e la vita delle donne. La donna, oltre alla parità, rivendica il diritto all’autodeterminazione nella vita privata e nella società, rivendica il pane e le rose: il diritto a scegliere la sua vita, il diritto al lavoro e alla felicità.
Dopo solo pochi mesi, il 14 febbraio del 1984, la neonata FISAC vive una delle pagine più difficili della storia della CGIL: il lacerante accordo di San Valentino sulla scala mobile. Per fortuna, nel nostro settore, nonostante un duro confronto, i riflessi negativi saranno marginali.
Con la legge Amato del 1990 il sistema bancario, per anni disegnato come la “foresta pietrificata”, entra in una fase di rivolgimenti radicali: cambia il modo di fare banca, cambia il lavoro in banca. Nelle banche di diritto pubblico e nelle casse di risparmio cambiano soprattutto le regole e gli assetti contrattuali che incidono sulle condizioni di un’ampia parte della categoria.
